India, Calcutta, luglio 2016
Sei davanti all’enorme portone del Kalighat, il cronicario. Entri, e subito da un pertugio semibuio esce un uomo in camicia azzurra, un telo avvolto sul bacino, i piedi scalzi. Con un gesto della mano, senza parlare, ti manda verso l’interno della casa.
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